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In Edicola sul Fatto Quotidiano del 16 Settembre: Di Maio rompe un altro tabù: “Via i partiti, candidati civici” 2:41 PM (last hour)

Elezioni

Regionali, Di Maio apre al Pd: “Candidati civici, via i partiti”

Zingaretti possibilista: “Il confronto può andare avanti. Ci sono tutte le condizioni”

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Ma mi faccia il piacere di

Libero e bello/1. “L’allarme di Berlusconi: ‘Sono tornati i comunisti’” (Libero, 5.9). “Berlusconi: al governo due partiti comunisti” (il Giornale, 10.9). Tenete a casa i bambini, se no ve li mangiano. Libero e bello/2. “I comunisti non mangiano più bimbi. Si accontentano solo degli insetti” (Libero, 15.9). Come non detto, allarme rientrato. Libero e bello/3. […]

Il referendum e Bibbiano: la messa di Salvini a Pontida

Nel Pantheon del leader leghista Leopardi, Enzo Ferrari, la Thatcher e persino Berlinguer. Il pratone è pieno, lui non pare troppo convinto

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Correnti

La lancetta Renzi è sempre più sulla scissione

Pianeta dem – L’uscita dai gruppi parlamentari è data ormai (quasi) per certa, ma forse vuole solo alzare la posta

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storia di copertina

Modello Usa: indebitarsi per lo studio dei ragazzi

L’articolo 34 della Costituzione afferma che la Repubblica deve garantire il diritto dei “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”, a “raggiungere i gradi più alti degli studi”: un obiettivo importante per realizzare una democrazia effettiva che però è ancora irrealizzato. Mentre molte decine di migliaia di diplomati affollano i test di ammissione alle […]

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Commenti

Book Books

Profeta della natura: prima le piante, poi veniamo noi

Lo scienziato Mancuso racconta la storia al contrario

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cosa resterà…

Diario di guerra per non morire

Il primo giorno d’estate della fine di questo millennio, sancisce la fine di questa terribile guerra “giusta”. Una guerra necessaria, pacificatrice, almeno così dicono. Una guerra a poche miglia dalle nostre coste. Vicina, ma anche lontana. Perché se le bombe non ce l’hai sopra la testa e le mine sotto il culo tutto è lontano. […]

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Il Marmidone

Le gaffe del duo Alesina & Giavazzi, ma sul Corriere “basta la parola”

Nell’editoriale parlano di Luciana Lamorgese come la prima ministra dell’Interno donna. E Cancellieri e Iervolino?

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Politica

L’intervista – Flavio Tosi

“Salvini ha sbagliato tutto. Ora rischia di sgonfiarsi”

L’ex sindaco di Verona, cacciato dal Carroccio, attacca il leader: “Quella che si vede a Pontida non è la Lega. È un’altra cosa”

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Virata a destra

“Lerner, maledetto ebreo!”: la metamorfosi delle “sciure” in verde

Il nuovo popolo di Matteo – Insulti antisemiti al giornalista e offese ai cronisti. Anche dagli anziani

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Economia

sanità ko – Troppa attesa al centralino

L’incubo del centro unico prenotazioni

Ci sono situazioni che accadono in Italia che ricordano la serie tv Black mirror e ci fanno dimenticare di far parte del G7, il club dei paesi più ricchi. Come questa: i medici di famiglia del Lazio anche nell’ultima settimana sono rimasti appesi al telefono fino a 40 minuti nel tentativo di prenotare una visita […]

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Micro&Macro

Gratis e alla portata di tutti: i tanti vantaggi dei contanti, negati in Italia

Molti Paesi li usano senza denigrarli: in Germania la Bundesbank organizza convegni proprio in difesa del cash

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Rifiuti, caos Tari: stangata tariffe e rimborsi sempre più lontani

Dal 2010 la tassa è cresciuta del 76%. Intanto difficilmente si riavrà indietro il maltolto

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Italia

Il Piemonte dell’anima

Metamorfosi Langhe. Dalla “malora” ai vigneti del Barolo

Un documentario racconta com’è cambiata la terra, dai falò dei partigiani al riconoscimento dell’Unesco, con la voce di chi ha fatto “la storia del territorio”

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A ogni costo

Roma, chi chiama il Pronto Taxi deve sentire lo spot di Brigano

Nella Capitale chi telefona per ricevere un’auto pubblica è costretto a sorbirsi il lancio di un film, in attesa di parlare con un vero operatore. Altro che fretta

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Storie italiane

“Operazione girasole”, la mafia si può battere anche solo con un fiore

È un moto spontaneo, da Nord a Sud, sconosciuto alla stampa e al movimento antimafia, che ne è totalmente all’oscuro

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Mondo

Pace coi talebani? Pasticcio di Trump in afghanistan

In un tweet di sabato 7 settembre, Donald Trump ha annunciato che una riunione con i leader Taleban si sarebbe dovuta tenere a Camp David, seconda residenza dei presidenti Usa, in vista di un accordo di pace. Ma, nello stesso tweet, il presidente americano ha anche precisato che la riunione era stata annullata. Da allora […]

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Sport

Giovani talenti

“Principe” Giannelli: sotto rete il palleggio è fantasia

L’alzatore della nazionale di pallavolo si racconta, dalla passione per il tennis da quando aveva tre anni, all’impegno nel sociale: “In squadra il mio è un ruolo di servizio, umile”

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Solo Posti in piedi

Champions: 292 anni per l’inno

Domanda da un milione di dollari per gli appassionati della Champions League che domani sera, con un cartellone niente male (si parte con Napoli-Liverpool e Borussia Dortmund-Barcellona e si prosegue mercoledì con Atletico Madrid-Juventus e PSG-Real Madrid), riapre i battenti: lo sapevate che l’inno della Champions ha 292 anni? Avete capito bene: duecentonovantadue. Come dite? […]

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Messico, resti umani trovati in un pozzo: erano chiusi in sacchi della spazzatura. Autorità: “Per ora ricomposti 44 cadaveri smembrati” 11:11 AM (5 hours ago)

I media messicani lo hanno ribattezzato “el pozo de los horrores“. Resti umani, come “teste e torsi”, che potrebbero appartenere a centinaia di cadaveri, sono stati infatti trovati dalle autorità dello Stato di Jalisco, nel sud-ovest del Messico, in aperta campagna, gettati in quella che è a tutti gli effetti una fossa comune, profonda una ventina di metri. Centinaia i morti fatti a pezzi che sarebbero stati sotterrati, secondo le autorità, vittime della guerra tra bande rivali del narcotraffico. Finora, però, le autorità sono riuscite a ricomporre, ma non ancora a identificare, solo 44 corpi.

La scoperta è stata fatta lo scorso tre settembre, ma gli scavi sono terminati solo oggi. I resti erano stati chiusi in sacchi neri per i rifiuti. La polizia ne ha estratti a decine, quattordici solo nell’ultima giornata: alla fine erano 119. Alcune delle buste, come specifica l’istituto di scienze forensi, non sono stati ancora aperte. Per questo il numero di morti è destinato a salire.

Nei sacchi “abbiamo trovato teste, torsi, arti e altri resti umani”, ha detto il coordinatore del Gabinetto per la Sicurezza dello Stato, Macedonio Tamez Guajardo. Neanche uno dei corpi, come ha specificato il procuratore esecutivo per le indagini criminali, Luis Joaquín Méndez, è stato trovato intatto. Per l’identificazione, ha sottolineato la Procura, ci potrebbero volere mesi. Il lavoro, infatti, sarà fatto sul Dna dei resti, non avendo di fatto una ricomposizione precisa dei corpi.

Secondo l’organizzazione Famiglie unite per i nostri scomparsi di Jalisco (Fundej), si tratta della più grande fossa comune mai scoperta nello Stato. I dati forniti dalla Commissione nazionale per le ricerche delle persone scomparse parlano di 78 fosse comuni trovate tra il primo dicembre 2018 e il 14 agosto di quest’anno: nel solo Stato di Jalisco ne sono state rinvenute 15 dall’inizio del 2019, con un totale di almeno 107 cadaveri. Anche a inizio agosto era stata fatta una scoperta altrettanto macabra. All’epoca erano stati 19 i corpi mutilati, tra cui alcuni crivellati di proiettili, ritrovati a Uruapan, nello Stato di Michoacán, circa 400 km a ovest di Città del Messico: nove dei cadaveri erano stati appesi ad un ponte, seminudi, come avvertimento alle bande rivali.

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Pd, Zingaretti: “Scindersi sarebbe errore gravissimo. Amici con l’M5s? No, ma siamo ex avversari. Alleati contro la politica dell’odio” 9:51 AM (6 hours ago)

La scissione “sarebbe un errore gravissimo” e il Movimento 5 stelle non è un amico, “ma un ex avversario”. Così dal palco della festa dell’Unità di Torino, il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, si rivolge agli attivisti del centro sinistra.

Scissione? Spero di no perché un Pd unito serve alla democrazia italiana e serve alla stabilità del Governo – prosegue il dem – Serve un partito totalmente nuovo che si rifonda. È durissima ma questo lo dovremo fare. Dividersi in questo momento è un gravissimo errore che l’Italia non capirebbe”. “La nostra storia ci ha insegnato che quando ci dividiamo quasi sempre perdiamo”, continua, sottolineando come la storia non vada “censurata o rimossa”, ma debba essere un qualcosa a cui “guardare per vivere meglio il futuro”. Il segretario parla anche di percentuali. “A marzo 2028 ricordo un Pd al 18%, un Pd marginale, un centrodestra unito e un governo gialloverde trionfante che stava conquistando la maggioranza del paese – dice – Ora vedo un Pd intorno al 24%, che è tornato a essere il partito più votato dai giovani, che governa il paese”.

Poi Zingaretti parla del nuovo esecutivo che ha visto allearsi due eterni “nemici”, i dem, appunto, e la compagine del Movimento 5 stelle. “Si cambia idea se c’è un buon motivo per farlo – dice – Un buon motivo è riaccendere l’economia italiana. Ci sono troppi disoccupati, la crescita è zero, c’è un degrado civile insopportabile, e solo il fatto che Salvini se n’è andato dal Governo, l’altra settimana ha fatto guadagnare agli italiani 900 milioni di euro. Io faccio quello che è meglio per l’Italia”. Poi spiega il nuovo rapporto con i 5 stelle, sottolineando, però, che “non siamo diventati amici, siamo ex avversari“. Una linea che, sostiene il segretario, è comune, almeno nella lotta “alla politica dell’odio che stava distruggendo l’Italia”. “È per fermarlo che abbiamo costruito questo governo che, anziché cavalcare la rabbia dei cittadini ha deciso di cercare delle soluzioni con il buon governo”, conclude.

Il segretario poi, riferendosi alle prossime elezioni regionali, sottolinea la necessità di fare passi avanti. “Nel rapporto con il 5 stelle lasciamo perdere le giunte già insediate (io sono di Roma e parlo a Torino, lo sapete bene). Parliamo dei processi politici futuri: dobbiamo superare il modello di contemplazione delle differenze con i 5 stelle. Troviamo punti su cui si possono fare passi avanti e governiamo l’Italia. E nelle regioni dobbiamo con la stessa serenità e serietà capire come riaprire dei processi”. E su eventuali alleanze a livello territoriale, Zingaretti, a margine dell’evento specifica che “il metodo giusto è quello che si sta seguendo, nessuna imposizione di modelli calati dall’alto che sarebbe un errore gravissimo”, ma un’analisi “territorio per territorio”, facendo un “confronto su ciò che è meglio per garantire ai territori il buon governo”. L’obiettivo è “puntare al merito” e non “alla fedeltà” come fatto fino ad oggi, sottolinea il dem, sollecitando a “uscire dall’idea di soddisfazione solo se io nella mia condizione sono pienamente rappresentato. Si può essere rappresentati da un bellissimo noi”. Parlando poi dell’imminente voto in Umbria Zingaretti sottolinea che “si è aperto un processo che io credo positivo, di avvicinamento delle posizioni che ovviamente va incoraggiato. Noi lo abbiamo detto subito e le parole oggi dette da Di Maio sono un segnale importante. Dobbiamo dimostrare anche in questo di rispettare i processi politici per il bene dei territori”.

Critica la posizione del segretario dem nei confronti dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, colpevole, di “aver tradito il Nord del Paese”. “In quei 15 mesi di governo c’è stato arretramento produttivo, economico e sociale di tutto il Paese, ma anche del Nord; e non ha ottenuto l’autonomia. Noi dobbiamo recuperare il Nord e il Sud del Paese – conclude- unendolo in un progetto nazionale”.

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Roma, lite nel Municipio V: consigliere M5s aggredisce il presidente con un morso sul naso 9:26 AM (7 hours ago)

Uno scambio accesso, finito con un’aggressione. Si è conclusa con un morso sul naso al “minisindaco” una lite scoppiata giovedì pomeriggio, dopo la seduta del consiglio del Municipio V. Protagonisti sono Giovanni Boccuzzi, esponente del Movimento 5 stelle e guida del cosiddetto municipio “delle Torri”, e Alessandro Stirpe, presidente della Commissione cultura della Capitale. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, che cita fonti interne allo stesso “mini-comune”, Stirpe avrebbe assalito Boccuzzi tra le 15,30 e le 16,30 nella stanza dell’assessora alla Cultura e allo Sport, Maria Teresa Brunetti. Il presidente del Municipio starebbe ora valutando se sporgere o meno una denuncia nei confronti del collega.

Dopo il morso il minisindaco avrebbe perso qualche goccia di sangue, ma senza la necessità di andare al pronto soccorso. Alla base della disputa non ci sarebbero motivi politici, ma dei rapporti umani “consumati” e “ormai fortemente deteriorati” tra Boccuzzi e i due consiglieri, Stirpe e Monia Medaglia, accusati da tempo di “eccessivo protagonismo che non giova al lavoro di squadra”. Secondo l’Adnkronos la lite si sarebbe accesa dopo qualche scambio di battute tra il presidente della Commissione cultura e il suo “sindaco”.

I due non hanno voluto commentare la vicenda. “Sono cose private che non devono interessare”, taglia corto il presidente del municipio, che, però, non specifica se denuncerà o no. “Non c’è nulla da commentare – ribatte Stirpe – Continuerò a far parte del movimento“. I rumors, infatti, evidenziavano una maggioranza, molto fedele al presidente, di malumore per quanto successo e intenzionata a chiedere “l’espulsione del collega”. “Lavoro per il bene del territorio – conclude – e ci sono ancora tante cose da realizzare, tanti progetti da portare a termine a beneficio dei cittadini”.

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Mondiali basket, la Spagna è campione del mondo: battuta l’Argentina per 95-75. Doppio titolo per il coach Scariolo dopo l’Nba 8:18 AM (8 hours ago)

Una Spagna da oro. La nazionale iberica è di nuovo campionessa mondiale di basket a distanza di 13 anni dall’ultimo titolo. I ragazzi di Sergio Scariolo hanno battuto nella finale di Pechino l’Argentina con un risultato di 95-75. Un successo anche per il coach italiano che in tre mesi è diventato sia campione Nba, come assistente dei raptors, che detentore di un titolo mondiale, appunto, con la Spagna.

La #SelFEM ???????? abrió la lata y la #SelMAS ???????? ha puesto el BROCHE de ORO ????

???? 2019, el año mágico del BALONCESTO ESPAÑOL ????

???? MÁS INFO ⬇ https://t.co/VLRUMCv7wj#LaFamiliaEsOro #SomosEquipo pic.twitter.com/FPryqjTEnS

— Baloncesto España (@BaloncestoESP) September 15, 2019

La partita sembra già segnata fin dal primo quarto. Pesano (positivamente) i 20 punti di Rickey Rubio e i 15 di Sergio Llull. Buona performance in campo anche di Marc Gasol uno degli unici superstiti, insieme a Rudy Fernandez, dell’oro del 2006. Anche per lui è arrivato oggi un doppio titolo, dopo la vittoria in Nba. È il secondo di sempre, dopo Lamar Odom nel 2010, a vincere i due premi nello stesso anno. Il centro di Toronto mette a referto 14 punti con 7 assist e 7 rimbalzi. Alla selezione sudamericana invece non bastano i 24 punti di Deck, miglior realizzatore in assoluto. Scola, che ha guidato l’Argentina ai quarti e in semifinale, si ferma a 8 punti con 8 rimbalzi. Inutili anche gli 11 punti con 8 assist di Campazzo.

L’Argentina, che ha giocato ottimamente per tutto il torneo, perde lo smalto delle partite precedenti, i quarti contro la Serbia e la semifinale contro la Francia. Dal canto suo la Spagna mette in campo una difesa che vale oro. Il merito è anche dello stesso Scariolo che dalla panchina dirige magistralmente la squadra. Premia anche lo spirito di gruppo iberico: è il più anziano del mondiale con un’età media dei giocatori che supera i 30 anni.

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Campiello, Andrea Tarabbia vince la 57° edizione del premio con il romanzo “Madrigale senza suono” 8:10 AM (8 hours ago)

Andrea Tarabbia si è aggiudicato la 57* edizione del Premio Campiello con il romanzo Madrigale senza suono. Il libro, edito da Bollati Boringhieri, con 73 voti su 277 ha conquistato la giuria dei 300 lettori anonimi che lo ha preferito agli altri romanzi finalisti: al secondo posto Carnaio (Fandango Libri) di Giulio Cavalli, al terzo La vita dispari (Einaudi) di Paolo Colagrande, al quarto Il gioco di Santa Oca (La Nave di Teseo) di Laura Pariani e al quinto posto Lo stradone (Ponte alle Grazie) di Francesco Pecoraro.

“Sono estremamente emozionato e soddisfatto – ha commentato Tarabbia – dedico il premio a mio figlio, a mia moglie e alla bimba che stiamo aspettando. Per me il Campiello è stato poter entrare nella testa di persone che non conoscevo e condividere con loro un percorso”. E poi lo scrittore spiega così il suo testo: “Nel libro ho creato un mio alter ego, un servo deforme, cattivo, stupido e invadente. E’ stato catartico e divertente. Gesualdo da Venosa, il celebre principe madrigalista vissuto a cavallo tra Cinquecento e Seicento, è il centro attorno a cui ruota il congegno ipnotico del romanzo. Attraverso il personaggio racconto il rapporto tra il bene e il male, tra il bianco e il nero. Come può il male dare vita a tale e tanta purezza sopra uno spartito musicale?”.

Tra gli invitati alla serata anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati: “Esprimo rinnovata stima agli industriali veneti che quasi 60 anni fa capirono, con una straordinaria intuizione, che la cultura doveva essere parte integrante del percorso di benessere e sviluppo sul quale l’Italia si era avviata. Come pionieri scelsero di investire su di essa dando vita al Premio Campiello. Oggi possiamo dire che quella scommessa è stata ampiamente vinta”. Nel corso della cerimonia è stato anche assegnato il premio “Il Campiello per San Patrignano” a Kidane Grianti con la motivazione letta dalla co-fondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti: “Attraverso una scrittura fluida, efficace e una notevole abilità nel giocare con le immagini, è narrata una struggente vicenda di forzata separazione. una madre che, ritrovando se stessa, può tornare di nuovo a stringere la parte più importante di sé”. Si tratta di un’iniziativa che ha coinvolto i ragazzi della Comunità di San Patrignano nella scrittura di un racconto a tema libero che è stato valutato dalla Giuria del Campiello Giovani.

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Pacciani, in mostra a Venezia i disegni del presunto mostro di Firenze. Il ricavato in beneficenza 7:51 AM (8 hours ago)

Undici disegni di Pietro Pacciani in mostra a Venezia il prossimo 20 settembre, per beneficenza. L’iniziativa è della galleria ‘Venice Faktory’ in passato già oggetto di polemiche perché aveva esibito alcuni fotomontaggi raffiguranti Salvini nell’atto di salvare un bambino, firmati da Erik Ravelo. Lo studo ha chiamato l’evento ‘One solo show’ e metterà in vendita 150 copie dei disegni. La richiesta, fanno sapere gli organizzatori, è dello stesso Pacciani, considerato dagli inquirenti “il mostro di Firenze”: gli originali non possono essere venduti e quindi sono stati copiati. Anche la decisione di devolvere i profitti in beneficenza sarebbe del contadino, che avrebbe richiesto di destinare il ricavato al Meyer di Firenze, stando a quanto riporta Il Gazzettino. L’ufficio stampa dell’ospedale pediatrico afferma di non saperne nulla: “Il Meyer non è a conoscenza di questa iniziativa e tutte le iniziative di raccolta fondi ad esso dedicate devono essere preventivamente autorizzate”.

Realizzati durante la permanenza in carcere, i disegni riproducono in prevalenza animali e fanno parte della proprietà di un criminologo che ha seguito Pacciani come consulente della difesa durante le fasi processuali per i sette duplici omicidi di cui era accusato, compiuti fra il 1968 e il 1985. Gran parte della collezione è finita sotto sequestro da parte della magistratura e fra i bozzetti messi in mostra nessuno ha carattere osceno. L’uomo venne condannato in primo grado a più ergastoli e assolto in appello. Morì nel 1998 in attesa di giudizio dopo che la Cassazione aveva annullato la sentenza precedente.

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L’attrice Gloria Cuminetti presa a pugni senza motivo per strada a Torino 7:49 AM (8 hours ago)

È Gloria Cuminetti, attrice bergamasca di 30 anni, la donna aggredita nelle scorse ore a Torino. Un uomo ha infatti iniziato a colpire passanti con schiaffi e pugni, senza alcun motivo e l’attrice è rimasta coinvolta. A colpirla un marocchino di 34 anni che è stato arrestato dai carabinieri con l’utilizzo del taser. La donna, ferita da un pugno al volto sferrato dopo che l’uomo aveva cercato di picchiare una coppia di coniugi, ha trascorso la notte all’ospedale San Giovanni Bosco, dove è stata trattenuta per gli accertamenti del caso. Protagonista di numerosi spettacoli a teatro, Gloria Cuminetti ha lavorato anche per il cinema e per la pubblicità.

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Pontida, il video racconto della giornata tra cuori immacolati, rabbia e colpi di teatro. Salvini officia il rito collettivo: “Prendetevi per mano” 7:35 AM (9 hours ago)

“L’odio e la paura non abitano a Pontida. Rispondiamo agli insulti con i sorrisi”. Dal palco di Pontida, il leader leghista Matteo Salvini arringa le migliaia di persone che sono arrivate per l’annuale raduno della Lega. Una frase che sembra rimanere inascoltata. I nomi di Conte e Di Maio sono accolti dai cori “buffoni, buffoni” mentre il video giornalista Antonio Nasso è stato aggredito con un pugno sulla telecamera e Gad Lerner è stato apostrofato con il termine “ebreo”, oltre ad una sequela di termini ingiuriosi. Sul palco salgono i governatori e i candidati alle prossime regionali: “Umbria, Liguria, Veneto, vincere!” dice Salvini mentre la folla risponde in coro “vinceremo”.

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Giornata Sla, focus sui caregiver familiari: ancora senza una legge ad hoc che li tuteli. “Dalle istituzioni mancano aiuti e formazione” 7:06 AM (9 hours ago)

Caregiver senza tutele al livello economico e risorse per l’assistenza domiciliare insufficienti. Sono alcuni dei temi sui quali la Giornata nazionale sulla Sclerosi laterale amiotrofica (SLA), che si celebra in Italia il 15 settembre, vuole porre l’attenzione. Chi si prende cura dei propri familiari non autosufficienti, ossia i caregiver, in Italia non hanno infatti ancora un riconoscimento giuridico. Manca una legge ad hoc, e con essa le giuste tutele sufficienti. Inoltre le risorse per l’assistenza domiciliare ci sono ma non bastano a sostenere le ingenti spese che servono per dare una soddisfacente qualità di vita ai malati.

“La Giornata sulla SLA è importante perché l’intera associazione scende in campo, tutti i nostri volontari sono presenti portando entusiasmo e competenze, si parla della nostra comunità, dei bisogni assistenziali e ci sentiamo meno soli – spiega al Fattoquotidiano.it Pina Esposito, vicepresidente di Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica – È un’occasione fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. Vogliamo mantenere altissima l’attenzione sul fatto che occorre una presa in carico globale e adeguata”.

Per l’occasione, nella notte tra il 14 e il 15 settembre molti monumenti italiani si sono illuminati di verde, il colore simbolo dell’associazione. Ma non solo. Sono oltre 300 i volontari che, con 15mila bottiglie di vino Barbera d’Asti DOCG, oggi sono scesi in 150 piazze per l’annuale raccolta fondi a favore delle oltre 6mila persone con SLA in Italia. L’evento ha ottenuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica ed è sostenuto anche dalla Lega Serie A, che ha previsto per la terza giornata del campionato di calcio la discesa in campo delle squadre con lo striscione di Aisla.

La storia della caregiver Stefania – Al centro delle attività dell’associazione ci sono i pazienti e le loro famiglie. Come Stefania Piscopo che, insieme a suo fratello e a suo papà, assiste la mamma Graziella colpita dalla SLA nel 2018. Lei abita a Magenta, in provincia di Milano, ed è una caregiver: sa cosa vuol dire prendersi cura di un parente non autosufficiente a causa di una malattia che aggredisce il corpo ogni giorno di più e può fiaccare anche l’anima. Stefania ha deciso di raccontare la sua storia al fianco della madre in un libro intitolato “Mi manca la tua voce” che definisce un “manuale di sopravvivenza” o “diario emotivo”. Il volume sarà pubblicato a novembre 2019 dalla casa editrice e libreria La memoria del mondo. Stefania come lavoro fa l’infermiera, ma è ormai quasi un anno che segue la madre. “È come se ci avessero buttato una bomba a mano dentro casa, va tutto riorganizzato. La notizia ci ha sconvolto e al livello emotivo è stato devastante”, racconta al Fatto.it.

Graziella riesce a camminare, con l’aiuto di un deambulatore, ma non può più parlare e per comunicare utilizza un tablet da scrittura portatile e un sintetizzatore vocale collegato a un’applicazione per smartphone che la aiuta a tradurre in suoni i suoi pensieri. Si alimenta grazie alla Peg (gastrostomia endoscopica percutanea) e respira autonomamente con ossigeno di giorno, mentre di notte utilizza la ventilazione meccanica non invasiva (NIV). Graziella è seguita 24 ore su 24 dal marito, dal figlio e da Stefania che essendo la sua caregiver deve conciliare l’impegno al fianco della mamma con il suo lavoro di infermiera e la famiglia. “Quello che manca da parte degli enti competenti sono il potenziamento dell’assistenza personale e un sostegno maggiore per la ricerca scientifica. Come associazione – aggiunge la vicepresidente di Aisla – tra i nostri impegni agevoliamo la consegna degli ausili, favoriamo iniziative di inclusione sociale e offriamo vacanze accessibili al mare. Ma stiamo anche lavorando per ultimare il Registro nazionale sui malati di Sclerosi laterale amiotrofica”.

Stefania non può sempre prendersi cura della propria madre. Per questo si sta organizzando per assumere una persona che la possa aiutare. Cosa vorrebbe dallo Stato e quali sono le cose che mancano?. “Il caregiver è fondamentale in questi casi. Vorrei dar voce a chi deve gestire questa situazione drammatica e che piomba addosso quasi all’improvviso – spiega – La prima cosa con cui ci siamo scontrati è che proprio non si sa dove sbattere la testa. Io sono infermiera e so dove e come muovermi, ma è stato comunque molto difficile all’inizio”. Stefania racconta al fattoquotidiano.it di essere stata “rimbalzata da un posto all’altro, mancava un punto di riferimento preciso. Aisla ha fatto tantissimo ma qualcosa manca ancora”. “Dalle istituzioni quello che manca è un aiuto concreto– risponde alla domanda su cosa si può fare – Ci vuole organizzazione nella gestione del malato di SLA. Diventare un caregiver è una cosa immensa e difficilissima. Bisogna creare dei percorsi di alta formazione, che peraltro vengono in parte organizzati in maniera efficace da organizzazioni come Aisla”.

Ma tutto questo non è sufficiente e i problemi sono molteplici. “In Italia c’è una burocrazia assolutamente da snellire perché ti mangia dentro. È tutto estremamente lento, tempi di attesa eccessivi, uffici spesso chiusi o con orari improbabili, documenti rilasciati a cui mancano dei pezzi, disorganizzazione”, sostiene la caregiver. “Per fortuna ho avuto un datore di lavoro molto attento, disponibile e sensibile alla situazione grave che sto vivendo con mia mamma. Ma non è sempre cosi. Una cosa fondamentale sarebbe agevolare e snellire gli incarichi di lavoro per noi caregiver familiari”, afferma ancora Stefania. Molti i suggerimenti che Stefania vuole dare agli altri caregiver. Per esempio “non stare da soli ma cercare un’associazione o famiglie che vivono la stessa esperienza. Restare in solitudine è un errore che ho commesso in principio. Anche avere un supporto psicologico fa la differenza in positivo. Per me è molto importante partecipare a gruppi di ascolto e saper di trovare qualcuno che mi capisca” conclude Stefania.

Per sostenere i pazienti affetti da SLA e i loro familiari, ma anche il personale addetto all’assistenza, Aisla ha aperto nel 2003 un Centro d’ascolto e consulenza sulla SLA. Il Centro prevede il supporto telefonico di un’equipe di specialisti competenti per affrontare le problematiche legate alla patologia neurologica degenerativa. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00. Le consulenze sono gratuite ed è possibile prenotare online o chiamando il numero 02/66982114.

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Brexit, Johnson: “Il Regno Unito lascerà l’Ue come farebbe Hulk. Grandi progressi nei colloqui” 6:42 AM (9 hours ago)

Assicura di essere “molto fiducioso” sulla possibilità di ottenere un accordo al vertice del 17 ottobre, in tempo per il divorzio previsto il 31 ottobre e spiega che nei colloqui sulla Brexit sono in corso “grandi” progressi . Ma soprattutto, dice, “il Regno Unito lascerà l’Ue come farebbe il supereroe Hulk“. Il premier britannico Boris Johnson, intervistato dal Mail on Sunday, parla in vista degli incontri con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il negoziatore europeo, Michel Barnier, programmati per lunedì. Una metafora, quella del supereroe, che ha spiegato così: “Più Hulk s’arrabbia, più diventa forte e ne esce sempre, non importa quanto sembri legato stretto, ed è il caso di questo Paese”.

Tuttavia, Johnson affronta la contrarietà dell’opposizione in Parlamento alla sua minaccia di lasciare senz’accordo il prossimo mese, se i negoziati falliranno. Sabato un altro dei suoi deputati Tory ha disertato, passando con i LibDem europeisti. Si tratta dell’ex ministro all’Università Sam Gyimah, che ha chiesto un nuovo referendum sulla Brexit e ha criticato Johnson per “aver deviato verso il populismo”. Dopo che i leader europei hanno respinto le richieste di riaprire l’intesa negoziata con la ex premier Theresa May, Johnson ha detto che ci sono “colloqui molto buoni” in corso sulla questione più delicata, il confine irlandese. “Vengono fatti enormi progressi”, ha affermato il conservatore, aggiungendo che in nessun caso sarà favorevole a un nuovo rinvio della Brexit.

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Savona, in Liguria pastori assediati da lupi e da negligenze legislative. ‘Attenti al lupo’, ma anche ai burocrati 6:40 AM (10 hours ago)

“Ormai la campagna è un mondo perduto di cui nessuno sa più nulla – racconta Francesco Romano – l’ultima ospite che ho avuto qui, alla fattoria, era una commercialista di Torino. Mi ha chiesto se i conigli fanno le uova”.

I Romano – che in una serie tv sarebbero “I Romano’s” – sono una famiglia di allevatori che vive fra il Monte Beigua e il parco di Deiva sin dal 1899. Francesco, il patriarca (55 anni) ha trasmesso la passione della campagna ai figli, Simone (25 anni) e Federico (21), che hanno deciso di restare su un territorio, l’entroterra ligure, da cui fugge la maggior parte dei giovani. Insieme al padre regnano e sgobbano su 200 ettari di campi e boschi che cingono una valle piena di sole a cinque km dalle pasticcerie di Sassello (Savona).

Le mucche allevate dai Romano pascolano liberamente e diventano bistecche rinomate per la qualità con cui sfidano le chianine toscane, ma, da quando è iniziata la “crisi dei dieci anni”, i turisti che passano le ferie nei locali della foresteria sono calati drasticamente“. Anni fa venivano da Genova e da Milano e si fermavano anche tre mesi – racconta Francesco – ma oggi prenotano al massimo per un weekend.”

Quadrato come un trattore e con due polpacci come colonne doriche, Francesco mi mostra le sue mucche accanto a un campo di granturco completamente devastato: “Sono i cinghiali – dice: abbattono le pannocchie e se le mangiano. E poi ci sono i lupi. Un giorno arrivo e trovo tutte le mucche in cerchio: proteggevano i vitelli! Un mese fa, presso un altro allevatore, i lupi han fatto correre una mucca talmente tanto che ha abortito e loro si sono mangiati il feto. Li hanno visti, ma quando li vedi non hai mai il fucile a portata di mano. Se accadesse a me, però, può scendere il Padreterno che, se ho il fucile, il lupo lo abbatto! Le mie bestie le difendo e solo dopo discuterò con la legge!” dice accarezzando il muso della sua unica mucca, “Reims” (da combattimento).

Gli chiedo se non è previsto un risarcimento. “Io non ne ho mai visto uno – risponde. Avevo un gregge di pecore e ho dovuto rinunciare perché i lupi me le mangiavano anche di giorno! Ma poi che senso hanno i lupi in Liguria? I nostri vecchi hanno fatto una battaglia contro i lupi e noi li rimettiamo in circolazione? Dicevano che servivano a ridurre i caprioli e i cinghiali, che fanno danni enormi, ma non ha mai funzionato”.

Sino ad oggi i lupi non hanno attaccato l’uomo, ma nel 1700 la loro presenza nel Savonese era endemica e ci furono diversi attacchi mortali sia a pastori che a persone sorprese nel bosco, al punto che, per abbatterli, vennero chiamate addirittura delle truppe corse.

“Oggi il problema investe tutto l’Appennino e le Prealpi e rende molti allevatori furiosi perché pensano di essere stati lasciati soli – spiega Walter Sparso, responsabile della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) di Savona e Valbormida -. I lupi attaccano prevalentemente pecore e capre, ma se gli capita l’occasione anche i vitelli. Gli allevatori non possono sparare e non sanno più come fare… Metti che io abbia un gregge di 50 capre. Arriva il branco e me ne uccide otto. Prima di tutto devo dimostrare che è stato il lupo. Devo chiamare la Asl e chiedere un veterinario che lo certifichi, se no niente rimborsi. Normalmente il lupo sbrana la preda e non lascia nulla: in quel caso non vengo indennizzato. Se invece lascia qualche brandello, allora ho il rimborso. Spesso però i lupi ammazzano dieci capre e ne mangiano tre. Le sette che restano devo portarle all’inceneritore. Per ogni capra riceverò 100 o 150 euro di indennizzo (dopo 6 mesi), ma ne spenderò 300 euro per la distruzione. Io non sono per la doppietta facile, ma occorre stabilire quanti lupi può sopportare un certo territorio. Se ne sopporta 50 è inutile farli diventare 80 o 100. Gli allevatori mi dicono: ‘Non siamo in più grado di controllare gli animali e non possiamo neppure trasformare ogni azienda in Fort Apache’”.

Circondare i campi di reticolati elettrificati e dotarsi di maremmani, i megacani che fanno scappare i lupi, sono le soluzioni “Fort Apache” che vengono suggerite, ma in concreto si rivelano impraticabili. “Cosa devo fare? – tuona Francesco Romano – circondare 200 ettari di recinti elettrificati? Basta che cada un ramo e cade la corrente. E quanto ai maremmani, questa è un’area molto amata da chi fa trekking o va in bicicletta. Con i maremmani basta avvicinarsi a un gregge per riscuotere una dentata!”.

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Rai, non è che qualcuno ha sostituito Michele Anzaldi con un replicante? 6:36 AM (10 hours ago)

Forse il segretario Pd della Vigilanza Michele Anzaldi, che di televisione se ne intende anche perché di nome fa Michele (ricordate la pubblicità del whisky?), non se n’è accorto ma ci dev’essere in giro un suo replicante che gli gioca ogni tanto brutti scherzi. Uno esattamente come lui, ben incardinato alla Vigilanza da parecchi anni che furtivamente gli sottrae l’identità e lo sostituisce senza che nessuno se ne accorga. Nemmeno l’interessato. Non sappiamo ad esempio chi sia, se il replicante astuto o il vero Anzaldi, il politico che ha rilasciato qualche giorno fa un’intervista all’Avvenire sullo stato di salute della Rai. Intervista nella quale si parla di un’emergenza sul piano della corretta informazione, di una totale mancanza di equilibrio in alcune testate dell’azienda, del fatto che Salvini e Di Maio hanno occupato ogni spazio in una “fame di spartizione che fa paura”, di un “virus” che ha infettato la Rai e le provoca un “male profondo”.

Poi annuncia di avere pronto un “dossier da brividi” da presentare al premier Conte. Tutto, a parte qualche colorita esagerazione, sostanzialmente vero. E allora? direte voi. Allora sono proprio queste dichiarazioni, che del resto seguono da mesi ad altre dello stesso tenore, che ci hanno fatto venire il dubbio che dietro questo nome si celi il mistero di una doppia identità, una specie di dr. Jekyll e mr. Hyde della commissione Vigilanza. Perché noi ricordiamo bene un Michele Anzaldi che membro della stessa commissione nella scorsa legislatura si fece notare ripetutamente per episodi del tipo: chiedere la censura di un simpatico sketch di Virginia Raffaele che faceva l’imitazione di Maria Elena Boschi; invitare i giornalisti dei talk della terza rete di allinearsi senza troppi distinguo alla leadership del Pd e del governo di allora; riuscire a non dire una parola sull’occupazione ricorrente della tv pubblica del premier dell’epoca, anche quando totalizzava ore su ore di parlato fuori da ogni controllo, tra tg e talkshow, e si presentava nelle case degli italiani una domenica sì e una no.

Noi temiamo fortemente che questo suo replicante faccia davvero un cattivo servizio ad Anzaldi, minando alla radice le generose intemerate a favore del rispetto del pluralismo e della corretta informazione, visto che queste sue battaglie contraddicono quelle di ieri, o se vogliamo che le sue denunce di ieri sono in contrasto con quelle di oggi. Comunque sia, e qualunque sia il vero Anzaldi, l’ex assistente di Rutelli farebbe bene a darsi immediatamente da fare per identificare al più presto, e rendere inoffensivo, questo dispettoso replicante. Sarà una impresa difficile, di quelle degne del miglior Maigret, ma solo allora, una volta smascheratolo, Michele Anzaldi potrà vigilare su viale Mazzini senza rischiare di essere smentito dal suo doppio.

PS: per “ripristinare la legalità” in Rai, come Anzaldi afferma sempre nell’intervista citata, e per farne un’azienda autonoma dalle pressioni politiche occorrerebbe, è la cosa principale da fare, mettere mano ad una riforma del sistema televisivo tutto, un’esigenza alla quale purtroppo mai la sinistra al governo ha voluto rispondere: si metta la Rai nelle mani di una fondazione (ci sono le proposte) e si superi il quasi duopolio televisivo aprendo il mercato. Ma questo né Anzaldi, né il suo replicante lo dicono.

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Autostrade, adesso i Benetton vogliono scaricare i vertici. Per ora smentita l’opzione della vendita (che piacerebbe al M5s) 6:34 AM (10 hours ago)

La resa dei conti in arrivo. Un’inchiesta interna da aprire al più presto. I top manager in bilico. E, sul tavolo del cda di Edizione che si riunisce domani, addirittura l’ipotesi di vendere Autostrade. Sono le indiscrezioni – smentite solo per la parte relativa a una possibile cessione – che circolano tra Treviso, Roma e Milano due giorni dopo la notizia dell’inchiesta che vede tra gli indagati il numero uno della società di progettazione Spea e ha portato all’arresto di tre tecnici della concessionaria autostradale e a sei tra sospensioni dai pubblici servizi e interdizioni. Il segnale della svolta è arrivato sabato: la holding della famiglia Benetton, alla cui guida è stato richiamato a giugno il fidato Gianni Mion, ha diffuso una nota che sembra ribaltare le difese d’ufficio arrivate a partire dal 14 agosto 2018, il giorno del crollo del Ponte Morandi.

Il comunicato parla di “43 morti (quelli del Morandi, ndr) che pesano sulle coscienze“, esprime “sgomento e turbamento per quanto emerso nelle ultime ore” e preannuncia “tutte le iniziative doverose e necessarie, anche a salvaguardia della credibilità, reputazione e buon nome dei suoi azionisti e delle aziende controllate e partecipate”. Il messaggio dei Benetton, che attraverso Edizione controllano il 30,25% di Atlantia a cui fanno capo Autostrade per l’Italia (Aspi) e Spea, è abbastanza chiaro. Davanti alle pesanti intercettazioni contenute nell’ordinanza – con gli indagati che parlano di “margini di sicurezza rosicchiati” e di “superficialità spinta” – continuare a tenere una linea garantista nei confronti dei manager diventa impossibile.

Questioni di immagine e rischi di ripercussioni sulle altre attività di famiglia rendono necessario innanzitutto, spiega La Stampa, avviare un internal audit per accertare i livelli di responsabilità. Per capire se i funzionari sotto inchiesta siano stati coperti o addirittura indirizzati da chi stava ai piani alti. Appare sempre più a rischio, in questo quadro, la poltrona dell’amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci, che in quanto ex numero uno di Autostrade è tra gli indagati per omicidio colposo per i 43 morti del Morandi. Dal canto loro Atlantia e Aspi, scrive il quotidiano torinese, puntano a far passare il messaggio che i funzionari coinvolti hanno “elevata anzianità aziendale” e arrivano dal mondo pubblico, cosa che dovrebbe in qualche modo “spiegare” perché abbiano agito con modalità superate. E cercheranno di evitare il coinvolgimento dei “piani alti” sottolineando che ogni tronco ha capacità di spesa autonoma sugli interventi per la sicurezza. Oggi intanto è arrivato – fuori tempo massimo – l’annuncio che Autostrade in nome della “trasparenza totale” attiverà due sportelli, uno digitale e uno fisico, attraverso i quali si potrà fare richiesta di accesso agli atti per consultare i documenti sulla gestione della rete dalla progettazione alla manutenzione passando per il monitoraggio.

Stando alle indiscrezioni di stampa, comunque, il ricambio ai vertici non è l’unica strada su cui si ragiona a Treviso. Le banche d’affari, ricorda Il Corriere della Sera, da tempo stanno valutando la vendita di Aspi e di Spea. E secondo il quotidiano di via Solferino una mossa del genere è tra le opzioni di Edizione, che potrebbe valutarla dopo l’audit. Un portavoce della holding dei Benetton domenica ha smentito, precisando che non c’è “alcuna intenzione di procedere con uno spin off o la vendita di quote parziali o totali di Autostrade”. Di sicuro c’è il fatto che Autostrade grazie ai regolari rincari delle tariffe garantisce ricchissimi dividendi. Ma è anche vero che gli sviluppi dell’inchiesta sul Morandi e delle altre tranche rischiano di riservare brutte sorprese alla holding trevigiana e agli investitori stranieri nel cda di Atlantia, tra cui il fondo sovrano di Singapore, la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e Lazard. E la società è nel mirino del governo, che ha annunciato una revisione complessiva delle concessioni. La partita si intreccia come è noto con l’annunciato ingresso di Alitalia, slittato però per l’ennesima volta con la richiesta di rinvio a fine ottobre per la presentazione dell’offerta definitiva.

Edizione, per ora, nega di voler vendere. Ma chi sarebbero nel caso i possibili acquirenti? Ci sono Anas e Cassa depositi e prestiti, ipotizza il Corriere. Una soluzione del genere, che riporta la gestione nell’orbita pubblica come ipotizzato subito dopo il crollo del Morandi, sarebbe indubbiamente gradita alla componente pentastellata del governo giallorosso, con Luigi Di Maio in prima linea. Il Pd su questo fronte è molto più cauto. Ma nei giorni scorsi anche Graziano Delrio ha aperto alla possibilità di una revoca tour court delle concessioni se necessario “per tutelare sempre al meglio l’interesse pubblico”.

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Forlì, 53enne palermitana insultata e picchiata dai vicini: “Terrona e mafiosa, torna a casa tua” 6:28 AM (10 hours ago)

“Mi ha dato della terrona, della mafiosa e mi ha urlato di tornare a casa mia”. È stata prima insultata e poi picchiata Ilde Cascio, una segretaria di una scuola media di Forlì di origini siciliane, durante una lite con una coppia di vicini di casa per il posto auto. La 53enne di Terrasini, in provincia di Palermo, ma da qualche anno trasferita in Emilia Romagna con il figlio, lo scorso 26 agosto aveva raccontata l’accaduto sulla sua pagina Facebook: “Oggi sono stata vittima della più grande umiliazione della mia vita. I miei vicini mi hanno aggredita e picchiata nel parcheggio dello stabile in cui abito. Mi hanno detto che, dato che sono in affitto, non ho diritto a parcheggiare. Mi hanno anche offesa dandomi della terrona e della mafiosa”.

La donna ha poi chiamato la polizia ed è stata trasportata in ospedale per il referto: spalla lussata e tendine del piede schiacciato, 5 giorni di prognosi. “Non basteranno per dimenticare“, precisa la donna che con i suoi legali ha denunciato i vicini, marito e moglie. Secondo la sua ricostruzione, la coppia le ha gridato: “Non hai capito che non puoi mettere la macchina qui? Noi siamo proprietari e ne possiamo mettere anche due. Morta di fame e terrona puzzolente“. Il vicino l’avrebbe poi spinta, pestato il piede e sputato addosso. Non solo, una volta rientrata dall’ospedale l’uomo l’avrebbe minacciata di morte: “Denunciami e ti ammazzo, lo giuro”.

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Pd, l’appello di Franceschini a Renzi: “Questo partito è la tua casa. Non spaccarlo” 6:27 AM (10 hours ago)

“Lo dico a Renzi: non farlo. Il Pd è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra”, lo dice Dario Franceschini dal palco di Cortona che si rivolge direttamente all’ex premier parlando del rischio di scissione. “Il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra pericolosa”.

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Domenica In, Romina Power ricorda l’ostetrica che crede morta. E Mara Venier, ridendo fino alle lacrime, la annuncia: “Facciamo entrare l’ostetrica” 6:26 AM (10 hours ago)

Romina Power ospite a Domenica In ha “regalato” un momento davvero esilarante, ovviamente orchestrato dalla sapiente Mara Venier in combutta con la figlia di Romina, Cristel. La Power stava infatti parlando dell’ostetrica che ha fatto nascere le sue figlie dicendo di essere rimasta in contatto con la donna finché era viva. A quel punto Mara, scoppiando a ridere fino alle lacrime, chi ha annunciato? Proprio l’ostetrica: “Guarda, è la prima puntata di Domenica In e noi siamo riusciti a resuscitare la signora Mirella“. Ovviamente in studio e sui social la cosa è diventata virale: “Credevo fosse morta perché non ha risposto alla partecipazione del matrimonio di Cristel”. La signora Mirella ha però spiegato di aver ricevuto in ritardo l’invito e di non aver risposto per questo. E ha risposto con dolcezza a Romina: “Guarda, io sono ancora viva, ma viva bene, eh. A questo punto, tocco ferro”.

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Piacenza, terza edizione di Satiri di Storie Festival. Mostre, eventi e live: tra gli ospiti Lercio.it e Saverio Raimondo 6:21 AM (10 hours ago)

La satira in tutte le sue forme torna a essere protagonista della terza edizione di “Satiri di Storie Festival” di Piacenza. Dal pomeriggio di venerdì 20 settembre alla sera di sabato 21 si susseguiranno eventi e spettacoli pensati per dare spazio a questa forma millenaria a cavallo tra arte e giornalismo, con eventi dedicati all’editoria satirica piacentina e spettacoli di ospiti come Lercio.it e Saverio Raimondo.

Il programma è stato presentato il 13 settembre nell’aula consiliare del Comune di Piacenza dalla direttrice artistica del festival Letizia Bravi, dalle organizzatrici Carolina Migli e Letizia Bonvini, da Giulio Taroni dell’associazione promotrice Diciottotrenta 18-30, dall’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi e dai rappresentanti di Banca di Piacenza, Gas Sales Energia, Tipitalia srl, tra gli sponsor dell’evento. A rendere possibile l’iniziativa patrocinata dal Comune sono stati i contributi dei finanziatori pubblici e privati, oltre agli aiuti di chi ha partecipato al crowdfunding promosso dagli organizzatori.

“È stata l’edizione più difficile da mettere in piedi. Lavorare con la metà dei fondi rispetto all’anno scorso ci ha fatto temere a un certo punto di non riuscire a costruire un programma – ha detto Letizia Bravi – quindi possiamo ritenerci più che soddisfatti di quanto siamo riusciti a fare”. Papamarenghi ha aggiunto che dall’anno prossimo anche l’amministrazione comunale tornerà a “impegnarsi per un’iniziativa così meritevole”, “rilevante per Piacenza e a livello nazionale”.

Lo scopo di “Satiri di Storie Festival”, ha spiegato Letizia Bravi è “far diventare Piacenza il polo ufficiale della satira a livello nazionale”. Ma se da un lato sono stati invitati ospiti di rilevanza nazionale, dall’altro è previsto un filone di eventi dedicati alla satira locale.

L’edizione di quest’anno prevede tre spettacoli dal vivo. Lercio live! ideato e scritto dalla redazione di Lercio.it, un “viaggio all’insegna della ‘sporca’ informazione, sempre in bilico tra realtà e finzione”. Ci sarà poi l’esibizione di Saverio Raimondo, con il suo stile tipico della stand-up comedy americana. E il concerto del piacentino Musica Per Bambini (pseudonimo di Manuel Bongiorni).

Per quanto riguarda la satira giornalistica invece è programmata la mostra “Tôllèin Cuccalla, Piacenza e la satira”, che prende il nome dalla rivista umoristica omonima, fondata in città nel 1905, uscita a singhiozzi fino alla metà del secolo scorso. All’interno di questa ci saranno una conferenza – tenuta da Cesare Zilocchi, giornalista e autore di monografie su Piacenza e la sua cultura, e Massimo Berzolla, tipografo e nipote di Bruno Italia, ultimo proprietario del giornale – e un intervento teatrale per raccontare la storia di una perla della dell’editoria locale che ha saputo rispecchiare il panorama nazionale tanto nelle tematiche, quanto nelle forme.

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Umbria, Franceschini (Pd): “Alleanza elettorale? Perché no. Parole di Di Maio importanti” 6:15 AM (10 hours ago)

Se lavoreremo bene possiamo ragionare su una alleanza elettorale, perché no. La cosa dipende dalla legge elettorale, abbiamo nelle regioni e al Parlamento un turno unico che spinge a alleanze”. Lo ha detto Dario Franceschini alla convention di AreaDem. “Noi vogliamo lavorare per questo, perche contro questa destra pericolosa le forze democratiche devono capire che devono costruire qualcosa che non è una emergenza ma un percorso politico, una alleanza, ma non i 5 stelle nel centrosinistra, una alleanza tra il centrosinistra organizzato attorno al Pd e il M5s”, ha spiegato il ministro della Cultura.

“Oggi Luigi Di Maio ha detto delle cose importanti (sull’ipotesi di alleanza per le Regionali, ndr) – ha concluso Franceschini -. Vedremo, un passo alla volta, non c’è bisogno di correre, ma l’Umbria è vicina e io interpreto le sue parole come un percorso che possiamo iniziare a intraprendere in un’elezione importante come quella in Umbria”.

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Incendio Avellino, si indaga per disastro ambientale: per gli inquirenti dietro il rogo la mano del racket 6:12 AM (10 hours ago)

Da un lato l’inchiesta aperta dalla Procura di Avellino per disastro ambientale e, dall’altro, il rientro a scuola e una manifestazione in difesa dell’Ambiente. L’incendio divampato il 13 settembre nel piazzale esterno all’azienda di Pianodardine, nel nucleo industriale di Avellino, la Igs, che produce contenitori in plastica per batterie automobilistiche e dopo il quale l’intera area è stata avvolta da una nube tossica, ha spinto gli organizzatori del comitato ‘Salviamo la Valle del Sabato” ad anticipare l’evento già in programma alla data del 29 settembre. E il corteo partirà proprio dalla Igs, al centro dell’inchiesta aperta dal pubblico ministero Cecilia Annecchini e sequestrata su disposizione del procuratore Rosario Cantelmo. Intanto, però, dopo due giorni di psicosi dovuti all’invito a rimanere a casa da parte delle istituzioni, Avellino sembra tornare alla normalità: domani le scuole riapriranno sia nel capoluogo, che negli altri 19 comuni dove i sindaci avevano diramato un’ordinanza di chiusura.

L’INCHIESTA PORTA AL RACKET – Per quanto riguarda le indagini, se gli inquirenti escludono un collegamento con un altro rogo, divampato nei giorni scorsi a Battipaglia, di un impianto di rifiuti speciali, l’ipotesi più accreditata è che dietro l’incendio ci sia la mano del racket. In questa direzione si stanno concentrando le indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo diretti dal capitano Quintino Russo.

I MONITORAGGI – Presso la Prefettura di Avellino, dove oggi si è tenuto un summit, si è fin da subito riunito il Centro coordinamento soccorsi, presieduto dal prefetto Maria Tirone, con l’obiettivo di valutare i monitoraggi effettuati da Arpac sulle polveri sottili rilasciate dall’incendio nella zona e nei comuni confinanti. Al tavolo hanno partecipato i sindaci di Avellino e Atripalda, il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia, i dirigenti regionali e provinciali dell’Arpac, l’Asl di Avellino e i comandanti delle forze dell’ordine. L’agenzia regionale per l’ambiente ha comunicato che non si è verificato nessun superamento dei valori limite di legge per varie sostanze inquinanti nell’aria, come idrogeno solforato, ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono, toluene. La concentrazione di PM10 e PM25 al di sotto delle soglie di legge, intanto, è stata confermata dalle centraline fisse dell’Arpac posizionate sia nel centro città che nel nucleo industriale. I valori registrati raggiungono al massimo 38 microgrammi a fronte del limite giornaliero di 50.

ATTESI I RISULTATI SULLE CONCENTRAZIONI DI DIOSSINA – Saranno inoltre posizionate almeno altre quattro postazioni attrezzate con campionatori passivi, nelle zone limitrofe all’area interessata dall’incendio. Si attendono, invece, i risultati degli esami per quanto riguarda le concentrazioni di diossina. Per quelli ci vorrà più tempo, ma saranno fondamentali per capire se il rischio è stato superato.

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Domenica In, Amadeus: “Sanremo? Ci sarà un atteso ‘ritorno'”. E dopo il videomessaggio di Mourinho, il conduttore si commuove: ecco perché 6:01 AM (10 hours ago)

Lacrime, commozione e novità. L’ospitata di Amedeo Umberto Rita Sebastiani in arte Amadeus a Domenica In regala numerosi spunti, soprattutto le prime notizie per l’edizione numero settanta di Sanremo. Il conduttore e direttore artistico del Festival ha confermato la presenza in gara di venti big aggiungendo però alcuni dettagli: “La terza serata, quella del giovedì, sarà interamente dedicata alla canzone di Sanremo. Tutti e venti i big in gara sceglieranno una tra le canzoni del Festival. Non per forza un brano che ha vinto, va bene anche un pezzo che è stato semplicemente presentato in gara. I cantanti avranno la libertà di reinterpretarlo come vogliono, da soli, con un coro o con l’artista originale. Quello che cambia quest’anno è che il punteggio ottenuto quella sera sarà valido per la classifica generale”.

Dopo lo stop imposto da Claudio Baglioni in Riviera torneranno nuovamente gli ospiti internazionali: “Si deve al grande show perché lo impone questa edizione, questi 70 anni. L’evento nell’evento.” In attesa della pubblicazione del regolamento ufficiale ha già iniziato ad ascoltare alcune canzoni: “Ho in mente dei nomi forti che vorrei partecipassero“. Chi dovrebbe salire sul palco dell’Ariston è Rosario Fiorello, il come e il quando per ora sono avvolti nel mistero: “Rosario è mio fratello. Lui mi ha chiamato e mi ha chiesto se ero in ansia. ‘Io lo sono’ mi disse. ‘Tu lascia la porta aperta, io vado e vengo’. Lui può fare quello che vuole, entrare quando vuole, fare quel che vuole e lo sa. Sono ansioso? No, sono felice. Sono tranquillo”

Nel corso della lunga chiacchierata con Mara Venier ha poi raccontato il modo in cui ha appreso la lieta notizia: “Ero a Madrid, avevo affittato una barchetta a remi ed avevo il cellulare spento da tre giorni. Accendo il cellulare su questa barchetta e trovo chiamate del direttore, dell’amministratore delegato, e allora ho pensato ‘o mi licenziano o c’è una bella notizia’. Ho chiamato e mi hanno comunicato mentre ero sulla barchetta a remi che avrei condotto Sanremo.” Il conduttore ha ricordato anche il momento di stop nella sua carriera: “Il periodo difficile è durato qualche anno. All’epoca non avrei mai immaginato di fare Sanremo dieci anni dopo. Ero consapevole di aver sbagliato delle scelte. In quel caso non avevo neanche ascoltato i consigli di Giovanna. Sono momenti in cui capisci che il telefono non squilla più e che andresti neanche a presentare la sagra della salsiccia. E ti accorgi che tutto è finito, poi ricordi che hai una famiglia. Sono ripartito da zero facendo i provini, proponendomi. Tornare a scalare la seconda vetta non ha prezzo.”

Proprio sua moglie Giovanna è arrivata in studio con il piccolo Josè, chiamato così in onore di mister Mourinho. L’ex allenatore dell’Inter, squadra per cui tifa il conduttore, ha inviato un videomessaggio che ha scatenato la reazione sorpresa di Amadeus e di suo figlio. Le immagini del recente matrimonio in chiesa hanno fatto commuovere la coppia e anche la padrona di casa.

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Domenica In, Romina Power: “Troppi vaccini”. Ma la figlia Cristel ribatte: “Io penso che bisogna fidarsi del proprio medico” 5:49 AM (10 hours ago)

Romina Power, ospite della prima puntata di Domenica In, ha parlato con la padrona di casa, Mara Venier, anche dei nipotini. In collegamento la figlia Cristel, madre di due bimbi: “Com’è la vita con due figli piccoli? Non semplice, perché non c’è un manuale delle istruzioni“, ha detto. A un certo punto la chiacchierata è virata verso una questione molto delicata: “Noi nonne non abbiamo potere decisionale. Li ami e vuoi partecipare alla loro crescita, ma decidono tutto i genitori”. Ecco che allora la figlia le ha chiesto: “Cosa vorresti decidere?” e Romina ha risposto: “Per esempio sui vaccini, secondo me sono troppi“. Mara ha cercato subito di sedare la piccola querelle tra madre e figlia: “Sono importanti, però”, ha chiosato. E Cristel ha aggiunto: “Io penso che bisogna fidarsi del proprio medico”.

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Leopardi, Enzo Ferrari e Giovanni Paolo II. Tutte le citazioni di Salvini dal palco di Pontida 5:33 AM (11 hours ago)

Il pantheon di Salvini è estremamente variegato, nel suo discorso dal palco di Pontida 2019 non sono mancate le citazioni dei suoi personaggi di riferimento. Non manca Oriana Fallaci, poi c’è spazio per tutti, da Leopardi a Enzo Ferrari, passando per Giovanni Paolo II, don Pierino Gelmini, Rosario Livatino, Margaret Thatcher. Un pensiero anche per Enrico Berlinguer e i ringraziamenti di rito a Umberto Bossi e Roberto Maroni.

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Pontida, Salvini: “Cinque milioni di firme se provano a smontare il decreto sicurezza” 5:25 AM (11 hours ago)

“I migranti? Ce ne sono decine di migliaia che a parole sarebbero dovuti già partire e andare all’estero. Il problema è che l’Italia torna ad essere un campo profughi, lo vedremo nelle prossime settimane. Le Ong hanno festeggiato. Se smonteranno il decreto sicurezza, sarà un’altra occasione di referendum perché sia il popolo ad opporsi alle scelte del palazzo”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, dal palco del raduno di Pontida.

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Paul McCartney e Ringo Starr cantano insieme un inedito di John Lennon: “E’ come se ci fossimo tutti e quattro” 5:18 AM (11 hours ago)

Grow Old with Me” è una canzone scritta da John Lennon pochi mesi prima di essere ammazzato, nel dicembre del 1980. Lennon scrisse il brano mentre incideva Double Fantasy, il suo ultimo album, firmato insieme alla moglie Yoko Ono. A far scoprire la canzone a Ringo Starr è stato il produttore di Double Fantasy, Jack Douglas, che ha fatto ascoltare al musicista una versione demo. “Jack mi ha chiesto se avevo mai ascoltato i Bermuda Tapes, le demo di John Lennon di quel periodo“, ricorda Ringo Starr, in una intervista al Guardian. “Non le avevo mai sentite… ho amato da subito questa canzone e l’ho cantata al meglio che ho potuto. L’alta cosa bella è che volevo davvero che Paul (McCartney) partecipasse e ha risposto positivamente. Mi ha raggiunto e ha suonato il basso e cantato un po’ con me. C’è John, ci sono io e c’è Paul. Non è un lancio pubblicitario, e quello che volevo. E le corde che Jack ha arrangiato per questo brano, se le ascolti bene, riprendono un verso di ‘Here Comes the Sun”. Quindi si può dire che ci siamo tutti e quattro”, ha spiegato.

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